Carlo Perfetti

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Carlo Perfetti

è un medico chirurgo, neuropsichiatra, Riabilitatore e Ricercatore di fama internazionale.
Gli studi

Nato a Massa, in Toscana, nel 1940, si laurea e specializza all’Università di Pisa, dove giovanissimo diventa professore, e qui, negli anni 60, inizia il suo percorso professionale come neurologo. 

Ben presto si avvicina al mondo della Riabilitazione, fondando e dirigendo la Scuola per Terapisti della Riabilitazione della Regione Toscana a Calambrone (Pisa). 

La sua produzione scientifico-disciplinare è iniziata intorno agli anni 70 e la sua storia, da molti definita quasi “avventura”, si è snodata attraverso diverse tappe, costellate anche da tante lotte contro ostacoli derivanti sia dalla cultura medica dominante, che dalle differenti vedute tra riabilitatori, che hanno comportato conseguenti diversi livelli delle aspettative sul recupero dopo lesione sia del sistema nervoso centrale che periferico.
Carlo Perfetti getta le basi per un approccio riabilitativo nuovo, che tiene conto dei contributi delle Scienze di base e di una visione olistica dell’Uomo. La Riabilitazione è vista non più solo rivolta al miglioramento delle capacità contrattili del muscolo ma è intesa come una esperienza di apprendimento in condizioni patologiche, pertanto il sapere riabilitativo non può non tener conto che “ chi si muove ha uno scopo, sta attento a determinate cose, ha già vissuto certe esperienze, e che tutto questo è determinante per l’organizzazione del movimento a tutti i livelli, dal muscolo alla corteccia cerebrale” . L’agire riabilitativo dovrà allora tener conto di processi cognitivi quali linguaggio, attenzione, memoria, capacità di anticipazione, la cui elaborazione costituisce la base della conoscenza, intesa come una interazione dell’uomo che agisce con il mondo per soddisfare determinate necessità biologiche o cognitive.
Nasce un primo gruppo di lavoro che nel corso degli anni ha approfondito la ricerca in Riabilitazione secondo queste direttrici per il recupero, sia degli aspetti definiti motori, che per problemi relativi a disturbi del linguaggio. In quella prima fase (sembrava impossibile, anche soltanto come impostazione teorica), nasce una nuova riabilitazione che si pone come obiettivo il massimo recupero possibile concesso dalla lesione.
Viene fatto riferimento costante e puntuale a quanto avviene nel cervello come attività di conoscenza piuttosto che limitare gli interessi del lavoro riabilitativo alla contrazione muscolare, alla attività riflessa o alla evocazione di componenti automatiche e stereotipate del linguaggio.
Controllo Sequenziale Progressivo é la denominazione che definiva l’approccio riabilitativo proposto; approccio caratterizzato da importanti elementi innovativi quali:

  • riferimento ai parametri comportamentali (attenzione, percezione, intenzionalità)
  • messa in discussione della netta separazione tra sensibilità, movimento e linguaggio
  • utilizzo di una Ipotesi Percettiva
  • uso del linguaggio nella interazione terapeutica col malato

Nel 1986, in seguito agli ostacoli del potere politico che in quegli anni decretarono la chiusura della Scuola di Calambrone e gli impedirono di continuare a lavorare e studiare, Carlo Perfetti si trasferisce a Schio, in provincia di Vicenza, dove assume l’incarico di Primario presso la Sezione di Recupero e Rieducazione Funzionale. Anche in questa nuova sede si forma un vivace gruppo di studio tra terapisti e medici che approfondisce la ricerca connessa a questo nuovo modo di intendere l’agire riabilitativo.
L’approccio fino ad ora definito Controllo Sequenziale Progressivo prende un nuovo nome: Esercizio Terapeutico Conoscitivo (ETC),in rifermento alla Teoria Cognitiva della Riabilitazione a cui l’approccio si ispira.
Lo studio e la pratica dell’ETC consentono l’approfondimento di alcuni principi fondamentali della Teoria Cognitiva:

  • Il Corpo è inteso come superficie recettoriale somestesica in grado di costruire, attraverso il suo frazionamento, informazione ai fini della conoscenza del mondo.
  • L’Azione, nella sua estensione linguistica e motoria, è intesa come un processo intenzionale attivato dal sistema uomo che agisce in un determinato ambiente con determinati scopi. In sintonia con quanto affermato dalle Scienze della Complessità, l’Azione è qui riconosciuta creatrice di conoscenza: “ogni conoscenza è azione e ogni azione è conoscenza”. L’azione, secondo questa visione, è interpretata come “(…) lo studio di processi messi in atto da un sistema che interagisce con l’ambiente secondo le proprie necessità” (ivi).
  • Il Problema conoscitivo che viene proposto al soggetto da riabilitare ha per oggetto l’interazione del corpo con il mondo. Esso è progettato dal riabilitatore per mettere il sistema-Uomo nella necessità di modificarsi, quindi frazionarsi, per conoscere.
  • L’ Ipotesi percettiva assume il ruolo di strumento essenziale nella struttura dell’esercizio neurocognitivo. L’ipotesi percettiva viene elaborata dal malato in funzione del problema conoscitivo da risolvere. E’ proprio l’elaborazione dell’ipotesi percettiva e il tentativo di sottoporla a verifica che permette l’attivazione di processi cognitivi dai quali deriva il raggiungimento delle modificazioni attese e il recupero della funzione lesa.
  • Costruzione di una rappresentazione (immagine) dell’Azione.

In breve tempo il Servizio di Recupero e Rieducazione Funzionale diretto da Carlo Perfetti diventa meta di soggiorni di studio e di tirocinio per molti terapisti e medici provenienti non solo da tutta Italia, ma an-che da numerose altre nazioni.
Nascono importanti collaborazioni con realtà estere come la Clinica Neurologica di Insbruck, il Karolinska Institutet di Stoccolma, la Koch School of AlliedHe-alth and Medical Profession in Giappone. Nascono nuove cellule di studio in diverse realtà italiane e continuano i rapporti con il gruppo originario di Pisa.
Nel 2011, per il sopraggiunto pensionamento, Carlo Perfetti si trasferisce a Villa Miari di Santorso (VI) dove il Comune, l’ASL e la Regione Veneto istituiscono il Centro di Riabilitazione Neurocognitiva affiancato dal Centro Studi. Il Professor Perfetti assume il ruolo di Direttore Scientifico del Centro Studi.

La ricerca sul campo (le palestre di Riabilitazione), lo scambio continuo tra i gruppi di studio che si vanno costituendo in diverse realtà territoriali, il continuo
confronto con altre Discipline Umanistiche e Scientifiche, conferiscono nuovo vigore allo sviluppo dell’ETC.
Il nuovo paradigma della teoria neurocognitiva della riabilitazione verso cui si sono orientati gli ultimi studi di Carlo Perfetti e Collaboratori, considera che “L’esercizio terapeutico conoscitivo si basa sul ritenere che l’impegno di conoscere e la costruzione della conoscenza possono rappresentare strumenti di riorganizzazione del sistema leso e che l’impegno a conoscere, con tutte le sue componenti, da quelle pedagogiche a quelle biologiche, sia importante per modifica-re il SNC e l’organizzazione di tutto il sistema vivente” . Nel trattamento riabilitativo, sia questo del movimento o del linguaggio, diventa pertanto fondamentale tener conto anche di questi elementi:

  • confronto tra azioni
  • ogni azione fa parte della storia del soggetto che agisce
  • lo studio della conoscenza deve partire dalla concretezza del conoscere
  • l’esercizio terapeutico è una azione artificiale
  • tutte le fasi del percorso riabilitativo devono tenere presente il riferimento alla realtà.

Carlo Perfetti è recentemente tornato a vivere in Toscana, dove, tra le altre cose, ha collaborato con l’Associazione Briciole di Massa partecipando ad iniziative volte all’approfondimento dello studio dei comportamenti dell’uomo. Proprio per la sua visione dell’uomo e del recupero, ha da sempre instaurato efficaci collaborazioni con neurofisiologi, filosofi, linguisti, psicologi, antropologi, poeti ed altri ancora, profondamente convinto della necessità dell’adozione di ottiche diverse, del confronto tra di esse, della ricerca delle loro relazioni per giungere alle conoscenze necessarie per comprendere l’Uomo, la sua relazione con l’ambiente, e per meglio orientare ogni attività riabilitativa.
La sua attività di ricerca si è concretizzata in oltre duecento pubblicazioni, alcune delle quali tradotte in inglese, tedesco, spagnolo, francese, giapponese, lituano e greco.